DiGìT costruisce un layer di dati tra le tue macchine e il tuo gestionale: raccoglie i segnali dalla linea, li trasforma in KPI chiari (OEE, fermi, changeover, qualità), simula gli interventi prima di spenderci un euro e li converte in impatto economico. Senza sostituire i sistemi che già usi.
Pensato per le PMI manifatturiere italiane. Nato dalla ricerca e dall'ingegneria industriale.
DiGìT — Digital Genba Transformation — è una startup innovativa italiana che porta il Gemello Digitale e l'Analytics dentro le PMI manifatturiere. Nasciamo dalla ricerca universitaria e dall'ingegneria delle operations, con un obiettivo semplice: rendere la fabbrica più efficiente, più sostenibile e più produttiva usando i dati che già genera ogni giorno.
Genba, in giapponese, è "il luogo reale": in fabbrica, è la linea, la macchina, il reparto — dove nasce il valore. La nostra missione è portare lì la chiarezza dei dati: non cruscotti astratti, ma informazioni che aiutano chi decide e chi produce a capire dove intervenire e quanto vale farlo.
Troppi progetti di digitalizzazione iniziano con la piattaforma e cercano poi un uso. Noi facciamo il contrario: individuiamo il caso d'uso concreto — il fermo che costa di più, la linea satura, la commessa a rischio — e costruiamo intorno a quello la soluzione minima che porta risultato.
Il profilo per cui DiGìT è pensato: PMI manifatturiere con ERP e dati di fabbrica già disponibili.
Parliamo la lingua dell'imprenditore e quella del capoturno. Tempi di risposta rapidi, relazione diretta, soluzioni su misura.
Nasciamo dalla ricerca universitaria e dall'ingegneria industriale: metodo misurabile, non slogan.
Aziende che hanno dati preziosi ma raramente le competenze interne per valorizzarli. È il nostro terreno.
Il tuo ERP resta. Le tue macchine restano. DiGìT non sostituisce nulla: costruisce il livello che oggi manca, quello dei dati. Tra fabbrica e uffici c'è quasi sempre un vuoto: i dati esistono ma non si parlano, e nessuno li traduce in decisioni. DiGìT si inserisce esattamente lì.
Il KPI arriva da solo.Cicli, fermi e stati macchina vengono letti direttamente dalla linea, in automatico. Niente registri manuali, niente fogli compilati a fine turno.
Dove si perde tempo, in ordine di priorità.Analisi di Pareto automatica: quali cause pesano di più, quanto tempo bruciano, come cambiano nel tempo.
Quanta capacità stai davvero usando?Ore presidiate contro ore realmente produttive: è il modo più diretto per vedere la capacità nascosta.
Prova l'intervento prima di farlo.Muovi la leva — attrezzaggi, fermi, manutenzione — e vedi subito l'effetto su OEE e capacità.
La lingua dell'imprenditore.Margine recuperabile, costo del tempo presidiato non produttivo, ordini a rischio di non stare nei turni.
Si parte dal caso d'uso più critico e si cresce per passi. Ogni modulo porta valore da solo.
La stessa base dati parla a due interlocutori: sintetica per la Direzione — capacità, margine, ordini — e di dettaglio tecnico per le Operations — cause, sotto-fattori, interventi. Prova il simulatore qui sotto.
Il divario fra presidiato e produttivo è la capacità nascosta: si recupera senza nuovi impianti.
Simulatore dimostrativo su valori illustrativi. Nel progetto reale il modello viene tarato sui dati della tua macchina e sui tuoi costi: da qui l'impatto in euro.
ERP, PLC/SCADA, fogli di calcolo, database locali e report manuali diventano un flusso unico. Il layer DiGìT porta contesto ai dati e prepara dashboard, simulazioni e suggerimenti operativi. L'obiettivo è uno: decidere prima che fermo, ritardo, scarto o rilavorazione diventino costo.
DiGìT segue sempre lo stesso percorso, qualunque sia la lavorazione: dati reali dalla macchina → KPI in tempo reale → analisi delle cause → capacità recuperabile → simulazione What-If → impatto economico in euro. Cambiano le macchine e gli indici; il metodo resta.
Presse transfer ad alto tonnellaggio. Velocità e qualità ottime, ma la resa complessiva resta bassa: la macchina è presidiata per molte ore che poi non diventano produzione. Il tempo si perde in cambi stampo lunghi, sostituzioni, micro-fermi e guasti — spesso senza che nessuno sappia dire con precisione quale causa pesa di più.
Si muove la leva sulla causa dominante: ad esempio riduzione del 30% dei tempi di attrezzaggio con tecniche SMED, oppure manutenzione preventiva degli stampi basata sul conteggio battute. Il simulatore mostra di quanto sale l'OEE e quante battute in più entrano nel turno.
Le ore recuperate diventano battute in più → pezzi in più → margine in più all'anno. Il tempo presidiato ma non produttivo diventa un costo esplicito. Incrociando battute e turni con valore ordine e consegna, DiGìT evidenzia quali commesse rischiano di non stare nei turni previsti.
Risultato atteso. Sapere, con numeri alla mano, dove intervenire per primo, quanto vale ogni intervento e quale ordine di priorità seguire — prima di spendere in nuova capacità.
Officina di lavorazioni meccaniche di precisione con lotti misti e frequenti cambi di attrezzaggio. I mandrini non girano quanto potrebbero: tra un articolo e l'altro si perde tempo in setup, azzeramenti, cambio e regolazione utensili. L'usura utensile non monitorata genera scarti dimensionali che si scoprono troppo tardi, a fine lotto.
Si simula una riduzione del 25% dei tempi di setup (attrezzaggi standardizzati, preset utensili fuori macchina) e/o un cambio utensile a soglia guidato dai dati di usura anziché a rottura. Il simulatore mostra l'aumento di utilizzo mandrino, di pezzi/turno e la riduzione degli scarti.
Il tempo mandrino recuperato diventa ore-macchina fatturabili e pezzi in più senza nuovi centri di lavoro. Gli scarti evitati diventano materiale e ore risparmiate. Sulle commesse, DiGìT segnala quali lavori rischiano di sforare i tempi standard e quindi il margine previsto.
Risultato atteso. Più capacità produttiva dagli stessi centri di lavoro, meno scarti a fine lotto, preventivi più affidabili perché basati sui tempi reali e non su tempi standard ottimistici.
Componenti a elevato valore aggiunto con requisiti di conformità stringenti. In saldatura l'operatore trascorre molto tempo in attività che non sono “arco acceso”: preparazione, posizionamento, attese; le rilavorazioni per difetti di giunto erodono la produttività. Nei trattamenti termici il collo di bottiglia è il forno: cicli lunghi, code di carichi, consumi energetici alti.
Saldatura: effetto di una riduzione delle attività ausiliarie (attrezzaggi, maschere, preparazione) e del tasso di rilavorazione → aumento dell'arc-on time e dei giunti conformi per turno.
Trattamenti termici: raggruppamento dei carichi e ottimizzazione dei cicli per ridurre code e consumo energetico per lotto → più lotti trattati a parità di forno.
Le ore d'arco e i cicli forno recuperati diventano capacità e lotti in più; le rilavorazioni evitate diventano ore, filo e gas risparmiati; i consumi energetici ridotti diventano costo variabile in meno. Il tutto ricondotto al valore delle commesse in coda.
Risultato atteso. Più produttività dalle celle e dai forni esistenti, meno rilavorazioni e non-conformità, un consumo energetico più governato e misurabile per lotto. DiGìT misura e traccia: non rilascia certificazioni né attestazioni di conformità normativa.
Sito che produce e confeziona medicinali in ambiente regolamentato (GMP). Le linee di confezionamento hanno rese variabili e i changeover tra un prodotto e l'altro — con pulizia e sanitizzazione — assorbono tempo prezioso e sono critici per la qualità. La tracciabilità dei lotti e i tempi di rilascio QC sono lunghi. Serve visibilità sul processo senza aggiungere carico documentale manuale.
Si simula una riduzione dei tempi di changeover e cleaning (standardizzazione delle sequenze, preparazione anticipata dei materiali) e l'effetto di una riduzione delle deviazioni: il simulatore mostra l'aumento di lotti confezionabili per periodo a parità di linee e turni.
Il tempo di changeover/cleaning recuperato diventa capacità di confezionamento in più; le deviazioni evitate diventano tempo di ciclo ridotto e minor rischio di rilavorazione o scarto lotto; tempi di rilascio QC più corti diventano capitale circolante che si libera prima.
Risultato atteso. Più capacità dalle linee esistenti, changeover e cleaning più governati, migliore visibilità su lotti e tempi di rilascio. Senza sostituire i sistemi qualità e senza promesse di conformità: DiGìT misura, traccia e rende leggibile il processo, a supporto delle decisioni.
Non ti diamo solo la tecnologia: ti affianchiamo anche nel sostenere l'investimento. Conosciamo il mondo dei bandi a fondo perduto e dei crediti d'imposta (ricerca e sviluppo, beni strumentali) e possiamo supportarti nella scrittura e nella presentazione dei progetti. Ove ammessi e cumulabili — e sempre da verificare caso per caso — questi strumenti possono ridurre in modo sensibile il costo netto del progetto.
La maggior parte delle soluzioni si ferma al cruscotto. DiGìT fa un passo in più: traduce OEE, fermi e changeover in euro e ti permette di simulare l'impatto economico di una decisione prima di prenderla. Una doppia vista parla a due interlocutori: sintetica per la Direzione, di dettaglio tecnico per le Operations.
Nasciamo dalla ricerca e dall'ingegneria industriale e siamo pensati per le PMI manifatturiere italiane. Niente gergo inutile, niente sovrastrutture: soluzioni su misura, tempi di risposta rapidi e una relazione diretta. Partiamo sempre dal caso d'uso più critico, con un punto d'ingresso semplice e a basso rischio.
Tecnologia concreta, tradotta in valore, con un partner che resta vicino.
Il primo passo è un incontro di qualificazione di 60–90 minuti, senza impegno. Insieme individuiamo il caso d'uso più critico per la tua produzione, capiamo quali dati sono già disponibili sulle tue macchine e valutiamo il potenziale di recupero — tecnico ed economico. Da lì costruiamo una proposta su misura.